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I termini di immediata consultazione che vi aiutano a trovare rapidamente le informazioni cercate.Anestesia generale

Anestesia generale
Gli interventi chirurgici che richiedono un’anestesia generale devono essere possibilmente evitati. Già l’induzione dell’anestesia generale può causare un collasso cardiocircolatorio che può condurre a morte. In caso di anestesia è assolutamente necessario un colloquio con lo specialista. Qualora l’intervento chirurgico sia inevitabile, l’anestesia generale deve essere condotta solo da un’esperta équipe di anestesia cardiaca.

Alimentazione
Il contenuto di sale nell’alimentazione rappresenta un problema. Il sale lega i liquidi e siccome il cuore è indebolito, questa azione può portare all’accumulo di liquidi nell’organismo. In caso di edemi è pertanto bene optare per una riduzione del sale nell’alimentazione. I diuretici prescritti possono portare a una carenza di potassio, che può essere di nuovo parzialmente equilibrata con una dieta ricca di questo sale. Su questo argomento esistono diversi libri di cucina e specialistici. Molti di questi associano l’utile al dilettevole, facendo venire la voglia di piatti delicati. Anche riguardo alla terapia anticoagulante esistono consigli dietetici particolari.

Dal momento che a causa delle difficoltà respiratorie esiste spesso una carenza di attività fisica, si deve cercare di evitare un conseguente aumento di peso poiché non farebbe altro che gravare ancora di più sulla circolazione.

In generale valgono le seguenti raccomandazioni: è meglio assumere tanti piccoli pasti perché l’ingestione di una grande quantità di cibo alla volta sovraccarica il cuore; evitare gli alimenti e le bevande che favoriscono il meteorismo quando si accusa senso di pesantezza allo stomaco.

Compliance
Il termine “compliance” definisce l’aderenza del paziente alla terapia. La terapia dell’ipertensione polmonare richiede un grado elevato di autodisciplina e solo questa può aiutare a ottenere il miglior successo terapeutico a lungo termine.

Non di rado si vedono pazienti che dopo un iniziale successo terapeutico trascurano il trattamento, esponendosi a gravi conseguenze. Le persone sono spesso deluse del fatto che nonostante la terapia non si registrino miglioramenti. Occorre però sottolineare che già una stabilizzazione della malattia rappresenta un successo terapeutico, dal momento che l’ipertensione arteriosa polmonare è una malattia che se non viene trattata peggiora rapidamente.

Depressione
Un improvviso abbandono dello stile di vita condotto finora e il confronto con una malattia grave possono essere causa di cambiamenti d’umore. I contatti sociali, i colloqui con personale specializzato e un sostegno medicamentoso potrebbero essere d’aiuto.

Edemi
Le raccolte di liquidi (edemi) sono causate da una debolezza del cuore destro e sono bilaterali, ossia localizzate ad entrambe le gambe.

Per rilevare tali edemi si esercita con un dito una pressione sulla pelle per alcuni secondi, constatando l’eventuale formazione di una fovea. La prima volta che si presentano tali edemi si deve consultare un medico! Le raccolte di liquidi non visibili possono essere rilevate quando nell’arco di pochi giorni si verifica un ingrossamento dell’addome (ascite) o un aumento di peso pari o superiore a 1 chilogrammo. Per questo motivo è necessario pesarsi giornalmente prima della colazione su una bilancia di precisione e registrare il peso. Un aumento di peso pari o superiore a 1 chilogrammo deve essere subito comunicato al medico. I pazienti più esperti possono correggere autonomamente la dose di diuretici.

Emergenze
In molti pazienti un’improvvisa interruzione della terapia o dell’infusione endovenosa può portare a un repentino aumento della pressione polmonare (effetto di rimbalzo) ed eventualmente a una situazione di pericolo.

Se si fa parte di questo gruppo di pazienti a rischio è necessario discutere insieme al medico una procedura di emergenza.

Nell’ipertensione polmonare devono essere assolutamente evitate inutili variazioni della terapia. Pertanto è buona norma tenere a portata di mano un elenco con i numeri di telefono più importanti, nonché una copia del referto medico e/o dello schema terapeutico seguito.

Ereditarietà
L’ipertensione polmonare primitiva (IPP) può essere ereditaria. Nella maggior parte dei casi interessa solo una persona. Nelle famiglie colpite si riscontra un’anomalia del gene BMPR-2. Normalmente i geni recano le informazioni utili alla produzione delle proteine che svolgono importanti funzioni nell’organismo. Se il gene è anomalo, la proteina corrispondente non è in grado di svolgere il proprio compito e può causare una malattia. Non si conosce ancora quali siano le proteine prodotte in seguito alla modificazione del gene BMPR-2, né se vengano prodotte in minore quantità; tali proteine potrebbero però influenzare la crescita cellulare nei vasi sanguigni. Non tutte le persone con questa anomalia genetica sviluppano un’ipertensione polmonare. Si raccomanda di consultare il medico a proposito della necessità di una analisi del DNA. I pazienti potrebbero essere anche interessati a una sorta di ricerca genealogica per scoprire se un altro membro della famiglia abbia presentato in passato gli stessi sintomi.

Esercizi di rilassamento
Gli esercizi di rilassamento e i massaggi aiutano a ridurre lo stress. Molti pazienti giudicano molto positivamente il massaggio delle zone reflessogene della pianta del piede. Alcuni hanno fatto buone esperienze anche con il Tai Chi e il Chi Gong.

Fare la doccia
Nella società moderna si è abituati a fare la doccia di frequente. Occorre però tenere presente che in caso di ipertensione polmonare una doccia troppo calda o addirittura “bollente” può significare la morte. L’effetto vasodilatatorio del calore in posizione eretta può essere benefico nelle persone sane, ma per il sistema circolatorio di pazienti affetti da ipertensione polmonare può rappresentare uno stress anche letale.

Fumo
Anche in caso di ipertensione polmonare si deve sconsigliare il fumo, poiché può provocare danni delle ciglia vibratili e quindi compromettere la difesa contro le infezioni. I pazienti affetti da ipertensione polmonare temono le infezioni delle vie respiratorie in quanto possono scatenare uno scompenso acuto. Per questo motivo, anche nell’ipertensione polmonare vale la pena fare un tentativo per smettere di fumare. La Lega polmonare offre a tal proposito anche corsi antifumo.

Gravidanza
Una gravidanza è fortemente sconsigliata se si soffre di ipertensione polmonare poiché determina un enorme sovraccarico circolatorio che può avere conseguenze letali. Siccome non può essere parimenti garantito un sufficiente apporto di ossigeno, esiste anche un rischio di danni al bambino. Per questi motivi viene raccomandata una contraccezione efficace.

Infezioni
I pazienti affetti da ipertensione polmonare sono per diversi motivi più predisposti alle infezioni delle vie respiratorie, che possono notevolmente aggravare le condizioni generali e ridurre spesso la tollerabilità delle inalazioni di Ilomedin.

In generale vengono raccomandate le seguenti misure:

Vaccinazione antinfluenzale
Precoce impiego di antibiotici
Riduzione medicamentosa della febbre

Medicamenti
Esistono diversi medicamenti che non sono indicati in caso di ipertensione polmonare. Fra questi sono comprese le gocce anticongestionanti nasali (molti spray contro il raffreddore!) e i medicamenti contro la pressione sanguigna bassa, le vertigini o altri medicamenti contenenti un cosiddetto alfa-mimetico. Evitare soprattutto i medicamenti del gruppo dei cosiddetti antinfiammatori non steroidei (analgesici come Voltaren®, ma anche Aspirina®). Il paracetamolo (Panadol®) è un analgesico ammesso. Sono inoltre assolutamente controindicati i beta-bloccanti, il cui uso può essere preso in considerazione quando esiste la contemporanea necessità di trattare ipertensione arteriosa o aritmie cardiache.

Nella maggior parte dei casi si sconsiglia l’assunzione di preparati ormonali perché possono favorire la formazione di trombi e raccolte di liquidi. Ciò vale soprattutto per il loro impiego in caso di disturbi della menopausa, per la cui terapia esistono diverse alternative. Gli ormoni contraccettivi costituiscono un problema. In questo caso è necessario un colloquio approfondito con lo specialista: una gravidanza in caso di ipertensione polmonare presenta infatti un numero di rischi di gran lunga superiore agli effetti collaterali che possono teoricamente manifestarsi a causa della contraccezione ormonale.

Ossigeno
L’ossigeno allevia il lavoro del cuore e migliora le condizioni fisiche nella vita di tutti i giorni e la funzionalità degli organi. Oltre alla funzionalità cardiaca, vengono influenzate positivamente anche quella cerebrale e renale. Talvolta l’ossigeno è efficace anche contro la depressione dovuta a una bassa saturazione di ossigeno. Nonostante questi vantaggi, l’ossigeno non è sempre efficace in tutti i casi di difficoltà respiratorie. Tuttavia, se è stato prescritto l’ossigeno, si deve superare la propria soggezione e usarlo, perché così facendo è possibile alleviare considerevolmente il lavoro del cuore e migliorare le proprie condizioni fisiche.

Se l’uso dell’ossigeno crea dei problemi, la Lega polmonare può essere d’aiuto per trovare la forma di somministrazione più appropriata per ogni paziente. È fondamentale tenere presente che una ossigenoterapia deve essere effettuata con assiduità. Perché il sostegno al lavoro del cuore sia degno di nota la somministrazione di ossigeno deve essere praticata per diverse ore al giorno. Il motto è: più a lungo si respira ossigeno, meglio è!

Pausa notturna
Nelle terapie inalatorie si manifesta già dopo un breve periodo di tempo un nuovo incremento della pressione e della resistenza polmonare e con ciò un sovraccarico del cuore destro. Per poter tuttavia garantire il sonno notturno, può essere effettuata una pausa notturna senza inalazioni. Grazie alla situazione di riposo e a un’eventuale somministrazione di ossigeno la pausa inalatoria notturna viene per lo più ben tollerata. La situazione di alcuni pazienti, tuttavia, richiede talvolta l’apporto di una inalazione complementare nel corso della notte.

Prognosi
È importante sapere che non si può trarre conclusioni su un singolo caso basandosi solo sulle statistiche. Dal momento che per formulare una prognosi in caso di ipertensione polmonare occorre considerare diversi fattori, è assolutamente necessario un colloquio con un medico esperto in materia.

Tuttavia, a causa della frequente insicurezza dei pazienti, elenchiamo di seguito alcuni aspetti importanti:
ad eccezione delle forme di malattia dovute a un vizio cardiaco (la cosiddetta sindrome di Eisenmenger), la prognosi in caso di ipertensione arteriosa polmonare (IAP) non trattata rimane sfavorevole: due anni dopo la diagnosi sopravvive ancora solo la metà dei pazienti. I moderni metodi di trattamento, dai medicamenti vasodilatatori fino al trapianto, hanno però portato a un considerevole miglioramento di questa situazione, così che oggigiorno, con un piano terapeutico corretto e una buona compliance, la morte del paziente rappresenta fortunatamente solo un’ eccezione.

La prognosi di IPP non è affatto paragonabile a quella dell’ipertensione polmonare tromboembolica cronica (IPTEC) e della sindrome di Eisenmenger. In queste forme i casi di morte nel corso degli anni rappresentano piuttosto una rarità; è invece la qualità della vita del paziente, sottoposta spesso a limitazioni notevoli, che assume un ruolo di primo piano e deve essere tenuta in considerazione ai fini delle scelte terapeutiche.

Sforzi fisici
In caso di sforzi fisici si verifica un ulteriore aumento della pressione polmonare. Il cuore viene quindi sottoposto a un maggiore carico di lavoro. Per tale motivo è necessario evitare sforzi improvvisi e fare una pausa ai primi segni di stanchezza, fino a quando ci si sente completamente riposati.

Nota bene: non arrivate mai al limite delle possibilità! Usare pertanto attenzione quando si sollevano, si tirano o si spingono degli oggetti.

Sport
Finora non esistono studi sullo sport in caso di ipertensione polmonare. Di sicuro la pratica sportiva non deve portare a situazioni di sovraffaticamento perché in queste condizioni aumenta la pressione polmonare. Viene tuttavia raccomandata la pratica di blandi esercizi. Si deve allenare solo un gruppo muscolare alla volta e praticare esercizi che non affaticano il sistema cardiocircolatorio.

Camminare è per esempio un’attività fisica ben dosabile. Un lento aumento della distanza percorsa e della velocità sono sicuramente utili per allenare il fisico, ma si deve assolutamente evitare che insorgano difficoltà respiratorie. Fermarsi in tempo!!!

Anche il nuoto è un ottimo sport per allenarsi risparmiando il sistema cardiocircolatorio. Si consiglia però di nuotare in acque sorvegliate e non in acque calde. Anche qui vale la stessa raccomandazione: evitare sempre l’insorgenza di difficoltà respiratorie.

Anche con il massimo impegno i successi vengono tuttavia raggiunti solo lentamente. Ogni paziente rappresenta un caso a sé stante. Pertanto si raccomanda di “ascoltare” il proprio corpo: possono sempre verificarsi giorni buoni e giorni cattivi.

Stress
“Evitare lo stress” è un consiglio buono, ma purtroppo di difficile realizzazione. Nonostante tutto rimane valido anche nell’ipertensione polmonare. La pressione polmonare può aumentare anche in seguito a situazioni di stress psichico.

Terapia respiratoria
I fisioterapisti respiratori possono illustrare le tecniche respiratorie più appropriate in caso di difficoltà respiratoria. Essi possono inoltre contribuire al miglioramento delle tecniche respiratorie.

Tosse irritativa
Un effetto collaterale relativamente conosciuto della terapia inalatoria con Ilomedin® è la tosse irritativa. Di regola i cortisonici inalatori sono inefficaci contro questa tosse causata dalla terapia.

Per molti pazienti e, non raramente, anche per molti medici risulta problematico il fatto che anche nell’ipertensione polmonare può insorgere tosse (soprattutto in caso di stress). Questa tosse non dipende dalla terapia inalatoria, ma viene causata dalla dilatazione dell’arteria polmonare che comprime il nervo laringeo ricorrente che dal collo, passando per la base del cuore, arriva all’aorta e poi ritorna alla laringe. Questo fenomeno può eventualmente determinare anche una raucedine cronica.

Viaggi
Viaggiare ad altitudini elevate può creare problemi ai pazienti affetti da ipertensione polmonare. La riduzione della concentrazione di ossigeno nell’aria di montagna (e non tanto la pressione atmosferica più bassa) determina una ulteriore costrizione dei vasi sanguigni. I problemi possono manifestarsi già a un’altitudine di circa 1200 metri. Si raccomanda di non soggiornare al di sopra di 1500 m senza una fonte di ossigeno addizionale. Attenzione ai soggiorni di cura in cliniche di montagna!

Prima di programmare un viaggio in aereo è necessario consultare il medico per evitare di esporsi a rischi e stress aggiuntivi. La pressione della cabina passeggeri di aerei di buone compagnie aeree corrisponde a un’altitudine di 2000 metri, ma può essere decisamente superiore con compagnie aeree meno prestigiose! Al momento della prenotazione deve essere fatto presente alla compagnia aerea il bisogno di ossigeno e per questo può essere necessario un certificato medico!

Nota bene: quando si pianifica un viaggio è necessario chiarire dove possono essere reperiti materiali di ricambio in caso di bisogno!